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D. 27/05/2005 n. 61• che il costo dell'intervento verrà sostenuto, per la parte di competenza, dalla concessionaria «Autovie Venete S.p.a.», in completo autofinanziamento, come confermato dall'ANAS con nota del 15 febbraio 2005; • che è stata effettuata un'analisi costi-benefici, dalla quale si evince che l'investimento, considerato isolatamente, non sarebbe finanziariamente sostenibile nell'arco temporale di concessione, ma trova adeguata compensazione nell'ambito del piano finanziario complessivo della società concessionaria; Delibera: 1. Approvazione progetto preliminare. 1.1 Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, nonchè ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato - da ultimo - dal decreto legislativo n. 330/2004, è approvato, con le prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche ai fini dell'attestazione della compatibilità ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio il progetto preliminare del «Raccordo Villesse- Gorizia: adeguamento a sezione autostradale». E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa tra lo Stato e la regione interessata sulla localizzazione dell'opera. 1.2 Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 100.985.175,85 euro sopra indicato - comprensivo delle opere di competenza della società concessionaria Autovie Venete S.p.a. (euro 86.383.658,25) e delle opere a carico della regione Friuli-Venezia Giulia (euro 14.601.517,60), come precisato nella «presa d'atto» - costituisce il limite di spesa dell'intervento da realizzare ed è inclusivo degli oneri per opere di mitigazione ambientale. 1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto e da sviluppare in sede di progettazione definitiva, sono riportate nella parte prima dell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera. Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono riportate nella parte seconda del citato allegato. Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà al riguardo puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo comitato, se del caso, misure alternative. 1.4 Il progetto definitivo inoltre sarà corredato, come prescritto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 22 aprile 2004, da una specifica relazione dalla quale risultino analizzati gli aspetti connessi con le esigenze di sicurezza attraverso la dimostrazione che l'intervento, nel suo complesso, è in grado di produrre, oltre che un miglioramento funzionale della circolazione, anche un innalzamento del livello di sicurezza. 2. Assegnazione CUP. L'approvazione del progetto preliminare di cui al punto 1.1 è subordinata all'assegnazione del CUP (codice unico di progetto), che il soggetto aggiudicatore è tenuto a richiedere entro trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente delibera. Il CUP assegnato, ai sensi della delibera n. 24/2004 citata nelle premesse, va evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'opera approvata. 3. Clausole finali. 3.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento approvato con la presente delibera. 3.2 In sede di esame della progettazione definitiva, il predetto Ministero provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni di cui al precedente punto 1.3, ferme restando le verifiche di competenza della commissione VIA. Provvederà inoltre a verificare il rispetto della prescrizione di cui al punto 1.4. 3.3 L'approvazione del progetto definitivo sarà subordinata alla formalizzazione, da parte della regione Friuli-Venezia Giulia, dell'impegno a sostenere il costo delle opere che in progetto sono previste a carico della regione medesima. 3.4 Questo comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro -l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e subaffidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori. 3.5 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n 63/2003 sopra richiamata. Roma, 27 maggio 2005 Il Presidente delegato: Siniscalco Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrata alla Corte dei conti il 23 gennaio 2006 Ufficio di controllo atti Ministeri economico-finanziari, registro n. 1 Economia e finanze, foglio n. 62 Allegato PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Parte Iª - Prescrizioni Per la fase di progettazione definitiva si prescrive quanto segue: • siano recepite e sviluppate le misure mitigative e compensative, puntuali e di carattere generale, previste nel SIA e sue successive integrazioni e di quanto oggetto delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; • predisporre un progetto di monitoraggio ambientale, secondo le linee guida redatte dalla commissione speciale VIA, a partire dalle informazioni riportate nello studio di impatto ambientale e sue successive integrazioni; • approfondire il modello di traffico estendendolo all'area vasta tenendo conto, per il tratto di progetto, non del solo casello di Villesse, degli altri svincoli presenti lungo il tracciato e della pista di decelerazione in ingresso all'autoporto di Gorizia, ma anche del definitivo collegamento con la rete autostradale slovena. Tale modello dovrà fare riferimento ad un approfondito studio del traffico, differenziando i volumi per singole tratte dell'itinerario e prevedendo almeno due diversi scenari di crescita (minimo e massimo), con coefficienti diversi per i veicoli leggeri e per i pesanti. Tale prescrizione comporta anche l'aggiornamento dell'analisi costi-benefici e delle analisi relative alle componenti ambientali direttamente influenzate dal traffico attuale e previsto; • relativamente allo svincolo di Villesse: in relazione al collegamento del previsto centro commerciale, fra le varie soluzioni studiate dal proponente e, sia adottata quella individuata come «soluzione variante C» che, rispetto a quella presentata nel progetto preliminare, prevede il collegamento diretto con lo svincolo di Villesse e l'eliminazione della rotatoria in corrispondenza della variante alla S.P. 3 sovrapassandola (fermo restando il posizionamento del casello); • in considerazione che la realizzazione del centro commerciale e della variante alla S.P. 3 risultano essere, al momento del tutto potenziali, le relative opere complementari e di collegamento ad oggi, dovranno essere limitate alla sola predisposizione per le future realizzazioni; • adottare, per lo svincolo autostradale diretto all'autoporto di Gorizia la soluzione progettuale che prevede la realizzazione di una carreggiata desti- nata all'accumulo di autoarticolati della lunghezza di almeno 500 metri, verificandone la capacità nelle condizioni di massimo traffico previsto; • effettuare l'allargamento della sede stradale preso il laghetto di Farra sul lato nord al fine di non produrre la distruzione dell'area boschiva, di elevato pregio ambientale, posta lungo il lato sud e non mettere in pericolo la stabilità della scarpata del laghetto stesso; • relativamente alla realizzazione delle aree di servizio in prossimità dei laghetti di Farra, quella posta a sud del tracciato autostradale, data la particolare rilevanza ambientale della zona, non deve prevedere la presenza di distributori di carburanti e di altre strutture al di fuori di quella indispensabili per la sola fruizione del biotopo del laghetto di Farra, in stretta connessione con il laghetto stesso e con l'area a verde ad esso adiacente. L'area di servizio posta lungo il lato nord dell'autostrada deve essere realizzata con le stesse caratteristiche dell'area di sosta del lato sud. Inoltre, il tratto a nord deve essere utilizzato per dare continuità al relitto di vegetazione con la realizzazione di una fascia boscata continua almeno fino all'incrocio con la S.S. 351, avente la duplice funzione di barriera antirumore e di inserimento paesaggistico; • inserire il progetto di riqualificazione e recupero ambientale dell'area dei Laghetti di Farra che preveda la sua valorizzazione e la possibilità della più ampia fruizione da parte della popolazione del comune di Farra d'Isonzo; • elaborare il progetto di sistemazione ad area attrezzata a verde degli attuali svincoli di Gradisca d'Isonzo e di Farra d'Isonzo non più utilizzati; • dettagliare la cantierizzazione: specificando meglio il transitorio nella considerazione che l'infrastruttura sarà utilizzata, ancorchè parzialmente, anche durante la fase costruttiva; • stimando la quantità e la qualità delle immissioni in atmosfera degli inquinanti e delle polveri e le misure per evitare superamenti, imputabili alle attività di cantiere, dei valori previsti dalla normativa vigente; • analizzando il rumore e le vibrazioni dei cantieri ed individuando, oltre ai livelli di emissione anche i livelli di immissione che il cantiere stesso produrrà nei ricettori sensibili siti nell'intorno dello stesso, con particolare riguardo al passaggio dei mezzi di cantiere, valutando inoltre la presenza delle componenti tonali, a bassa frequenza ed impulsive (allegato A del decreto ministeriale 16 marzo 1998) qualora i cantieri si configurassero come sorgenti fisse e verificando nei ricettori sensibili più vicini al cantiere il rispetto dei limiti differenziali; • considerando tutti i possibili fattori di impatto sull'ambiente derivanti dal passaggio dei mezzi di cantiere in prossimità di centri abitati e di aree di interesse naturalistico, con particolare riguardo al laghetto di Farra ed all'area circostante; • definendo con maggiore dettaglio l'attività cantieristica relativa alla realizzazione del ponte sul fiume Isonzo tenendo conto dei potenziali impatti; • specificando le aree destinate allo stoccaggio temporaneo del terreno vegetale e le procedure atte a mantenerne nel tempo la vegetabilità; • prevedere il recupero delle aree di cantiere, con interventi di ottimizzazione del loro inserimento nel territorio e nell'ambiente, adottando le migliori tecniche disponibili; • fare ricorso, per le opere di sistemazione a verde, ripristino ambientale e rinaturazione previste, a tecniche di ingegneria naturalistica, adottando le «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; • ai fini della progettazione definitiva si può inoltre fare riferimento al «Quaderno opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia e al «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, o ad altri manuali qualificati; • gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, siano redatti in conformità alla specifiche del sistema cartografico di riferimento; • approfondire lo studio degli effetti diretti ed indiretti dell'opera autostradale sull'intero sistema idrografico e di bonifica dei bacini e sottobacini attraversati, prevedendo eventualmente l'uso di innovativi criteri di rinaturalizzazzione dei corsi d'acqua; |
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